Ho preso un Master in piscina

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Quando parliamo di master, la nostra mente corre subito all’ambiente accademico: pensiamo ai corsi altamente specialistici, della durata di qualche mese, solitamente professionalizzanti. C’è tuttavia un altro tipo di master che si può intraprendere al di là degli studi accademici: il nuoto.

È difficile dare una definizione del nuoto master. Comprende tutti quei nuotatori che hanno compiuto il ventiquattresimo anno di età, almeno per quanto riguarda la possibilità di partecipare alle competizioni, e che desiderano andare oltre il semplice corso di nuoto ma senza competere a livello professionistico. Si tratta, quindi, di un’occasione di perfezionamento non così lontana da un master universitario: non si acquisiscono conoscenze professionalizzanti, ma valori. Valori sportivi, ma anche di crescita personale.

Non contano la lingua che si parla, la condizione sociale o il contesto da cui si proviene: lo sport ha la capacità di porre chiunque allo stesso livello. Le regole valgono per tutti allo stesso modo. E, anche se qualcuno è più portato di altri, la fatica, la dedizione, la costanza negli allenamenti sono uguali per tutti. Per alcuni, l’attività sportiva è un momento di svago da condividere con gli amici. Altri la vivono con maggiore serietà, e tanti, grazie a essa, staccano la spina dai problemi e dalle difficoltà di tutti i giorni. Ma per tutti è una parte importante della propria vita. Ed è in questo contesto che si inserisce il nuoto master.

Definirne le caratteristiche, e spiegarlo a chi non lo conosce, è davvero difficile. Ciò che stupisce più di tutto è quanto sia un movimento in estrema crescita, soprattutto in Italia: abbiamo una grande cultura dell’acqua, sono numerose le Scuole Nuoto Federali, le piscine dove la stragrande maggioranza dei bambini frequenta un corso di nuoto. Le competizioni master ci sono a tutti i livelli: locale, regionale, nazionale e internazionale.

Nuotatori tra le corsie di una piscina. Ph: Unsplash

C’è chi, crescendo, decide di lasciare la piscina, per svariati motivi. C’è chi, invece, non riesce a fare a meno di quel nuotare, seguendo una riga nera sul fondo e il dolce profumo del cloro assume i tratti di casa. E c’è anche chi decide di avvicinarsi all’ambiente della piscina in età adulta. Ma certamente il nuoto master è un fenomeno davvero curioso. Una squadra di nuoto master, per questo, è una sorta di puzzle meraviglioso. C’è chi è stato nuotatore professionista, chi nuota per passione, e chi vede nell’allenamento una possibilità di svago con amici, chi viene per fare fatica e vuole dare il massimo, chi arriva con largo anticipo, qualcun altro arriva in ritardo ma non perde l’occasione di fare quattro chiacchiere prima di iniziare.

La mia squadra è la Qswim SSD, ci alleniamo tre volte alla settimana presso il centro sportivo di Cusago, località immersa nel verde alle porte di Milano. A osservarci da fuori, si potrebbe pensare che abbiamo qualche rotella fuori posto. Lavoriamo e studiamo tutto il giorno, molti di noi hanno una famiglia e dei figli (anche piccoli), ma per una, due o tre volte alla settimana ci alleniamo in piscina per due ore.

E agli osservatori la domanda che sorge spontanea è: «Ma chi ve lo fa fare?». E noi risponderemmo: «Beh, in realtà nessuno». Eppure, siamo tutti tristi quando per qualche motivo dobbiamo saltare un allenamento.

Ho già detto che una squadra di nuoto master è una sorta di puzzle meraviglioso. Perché? Ci insegna quanto sia importante seguire la nostra passione nella vita, per quanto questa comporti senza dubbio dei sacrifici. Ci insegna che non è mai troppo tardi, che l’età è solo un numero, perché un ragazzo di 25 anni si può trovare a competere con un “ragazzo” che di anni ne ha quasi il doppio. Ci insegna che possiamo sempre migliorare e che non dovremmo mai accontentarci. Ma, soprattutto, il nuoto master ci ricorda il valore genuino della sana competizione sportiva. Partecipiamo perlopiù per puro divertimento: nella maggior parte dei casi sottovalutiamo le nostre prestazioni, ma il loro valore va al di là del tempo cronometrico in senso stretto. Solo il fatto di salire sul blocchetto e portare a termine la gara ci rende vincitori.

Queste gare sono il ribaltamento di alcuni schemi classici: non è il papà che va a vedere il figlio, ma viceversa. Allo stesso tempo, è emozionante vedere un signore di 70-80 anni (a volte anche di più!) concludere la sua gara, ai nostri occhi infinita, e magari sentire che ha appena stabilito il record del mondo. Come a ricordarci che il nostro valore non va considerato in scala assoluta, ma è da rapportare al contesto di ognuno.

Ed è anche fantastico passeggiare per lo Stadio del Nuoto di Riccione, durante i campionati italiani estivi. E poi volete mettere che emozione? Cioè, si tratta della stessa struttura utilizzata dagli atleti professionisti, campioni del calibro di Federica Pellegrini, Gregorio Paltrinieri e Filippo Magnini, che nella scorsa stagione ha persino preso parte ad alcune gare. È emozionante vedere quella piscina popolata di persone che non sono nuotatori professionisti, e ogni squadra è ben riconoscibile sotto al proprio tendone: chi gareggia indossa la cuffia della squadra, con orgoglio, e chi fa il tifo sostiene in tutti i modi i propri compagni dagli spalti.

Delegazione della QSwimm SSD ai Campionati italiani di nuoto master, Riccione, 27 giugno – 02 luglio. Ph: Emanuele Zambuto

Certamente qualcuno ha un approccio più agonistico, ma la maggior parte di noi la vive come un parco giochi per nuotatori e festeggia a prescindere. Per tutta la settimana ci barcameniamo tra impegni di lavoro, studio e famiglia e nel fine settimana sacrifichiamo parte del nostro tempo per passare una giornata in piscina, nel nostro elemento. Spesso a bordo vasca si sente dire: «Sono contento perché non sono arrivato ultimo!» oppure «ho preso la medaglia di bronzo ed eravamo in tre!».

Il nuoto master è tutto questo e molto di più. Ci ricorda quanto, anche di fronte a situazioni individuali, non siamo soli. Non siamo soli al centro della corsia, bracciata dopo bracciata, ma non lo siamo nemmeno davanti a un esame, alla discussione della tesi di laurea, a un colloquio di lavoro e in tante altre occasioni. A pensarci bene, non abbiamo nulla da perdere. Basta solo prendere un respiro profondo, fare un passo avanti, e poi: “A posto…