Lingua o dialetto? Raffaello Baldini, un treno di parole

Raffaello Baldini

Raffaello Baldini (1924-2005) è un poeta importante in lingua santarcangiolese, il romagnolo speciale che si parla a Sant’Arcangelo di Romagna. La sua vita per certi versi banale è raccontata spendidamente da Silvio Soldini nel film Treno di Parole, appena uscito alla Cineteca di piazzale Oberdan, col risultato che la vita di un poeta ha generato indirettamente un poema filmico, un caso di traduzione intersemiotica e, potremmo dire, interpoetica.

E’ nòn
Te cafè? da fè chè? a stagh mèi ma chèsa,
a zugh sa cal burdèli,
i zugh ch´ò imparè mai! E u m pis da pérd.

Il nonno
Al caffè? da far che? sto meglio a casa,
gioco con quelle bambine,
i giochi che ho imparato mai! E mi piace perdere.

Nel contempo questo film mette in luce quanto la cultura italiana sia povera di identità e di forza perché non sa vedere le proprie radici. La maggior parte degli italiani hanno l’italiano come lingua B, ossia come lingua acquisita non per imitazione dai genitori, ma dalla scuola o dall’ambiente frequentato, spesso per studio scolastico. Raffaello Baldini è un caso paradigmatico: nato a Sant’Arcangelo di Romagna, i genitori parlano con lui santarcangiolese, che per lui è a tutti gli effetti lingua madre. Lingua, e non dialetto, si badi bene, perché il concetto di «dialetto» presuppone la deviazione da una lingua principale (l’italiano in questo caso). E invece il santarcangiolese, come il milanese, come il siciliano, il veneto, il triestino eccetera sono tutti lingue neolatine, perché, al pari dell’italiano, derivano dal latino e non sono il frutto di una differenziazione successiva dall’italiano.
Raffaello Baldini poi lavora a Milano a Panorama come redattore delle pagine culturali, infine torna a Sant’Arcangelo e comincia, nella terza età, a pubblicare poesie in lingua locale. Raffaello Baldini sostiene che per lui l’italiano è sull’attenti, e il santarcangiolese a riposo, rilassante. L’italiano è la lingua dell’ufficialità, del lavoro, il santarcangiolese la lingua della poesia, del gioco, degli affetti.
L’Italia sarebbe un paese migliore, più consapevole di sé, se evitasse di negare una delle due proprie anime, quella affettiva. Il fatto di chiamare «dialetti» le varie lingue madri degli italiani è un crimine culturale. Il fatto di lasciare le rivendicazioni sull’uso di queste lingue a formazioni politiche fondate sulla visceralità e sull’ignoranza è un crimine politico.
Dobbiamo andare fieri della ricchezza linguistica dell’Italia, del bilinguismo di fatto imperante, della diglossia esistente in buona parte del territorio nazionale, e dargli un riconoscimento nazionale anche nella pubblica istruzione. La scuola non dev’essere un terreno estraneo, asettico e anaffettivo, ma contemplare al suo interno anche la vita vera, quella della casa e della poesia, quella della famiglia e degli affetti.

TRENO DI PAROLE

Regia di Silvio Soldini. Da un’idea di Martina Biondi. Produttore: Luca Rossi. Con Gigio Alberti, Lucia Vasini, Vivian Lamarque, Giancarlo Consonni, Graziella Tonon, Valeria Gandus.
Storico biografico – Italia, 2018, durata 58 minuti.

Bruno Osimo
Bruno Osimo
Bruno Osimo è nato a Milano nel 1958 in una famiglia italiana ebraica laica. È sposato, ha due figli. Dal 1980 traduce per l’editoria e per le aziende (tra l’altro Babel’, Bulgakov, Čehov, Dostoevskij, Leskov, Puškin, Saltykov-Ŝedrin, Spender, Steinbeck, Tolstoj). Dal 1989 è docente di traduzione e scienza della traduzione presso la Civica Scuola Interpreti e Traduttori «Altiero Spinelli» di Milano, dove coordina il corso triennale di mediazione linguistica. Ha insegnato alle università di Milano, Udine, Venezia e alle SSML di Padova e Misano. Ha scritto Manuale del traduttore per Hoepli e saggi sulla traduzione. Dal 2000 collabora con Sign Systems Studies (rivista di semiotica di Tartu fondata da Lotman). Ha tradotto e curato semiotici della traduzione come Torop, Popovič, Lûdskanov, Revzin-Rozencvejg, Jakobson, Lotman. Pubblica romanzi con Marcos y Marcos. Ha un PhD con Peeter Torop in semiotica della traduzione.