“Non abbiate paura di sbagliare”

Nuove opportunità di stage per gli studenti Traduttori. A due mesi esatti dall’evento dedicato alle opportunità di stage e formazione per gli studenti nel contesto delle istituzioni europee, tenutosi presso la Civica Scuola Interpreti e Traduttori Altiero Spinelli, abbiamo voluto fare una chiacchierata con la Dott.ssa  Sonia Peressini, funzionaria della Commissione Europea a Bruxelles.

Dott.ssa Sonia Peressini,

Si ritiene soddisfatta della Sua carriera?

Io sono molto soddisfatta della mia carriera, soprattutto perché sono riuscita a fare quello che avevo sognato e voluto. Quando avevo 13 anni un’insegnante mi ha fatto conoscere l’esistenza della Scuola per traduttori e interpreti di Trieste e ne sono rimasta affascinata. Non è stato facile raggiungere l’obiettivo; mi ci è voluto studio, impegno e anche quel pizzico di fortuna che mi ha permesso di trovarmi al posto giusto al momento giusto. Ci sono stati errori che mi hanno insegnato ad essere umile e mi hanno costretto a fare un esame critico della situazione, sconfitte che mi hanno dato l’occasione di rialzarmi e riprovare, cambiamenti che mi hanno fatto ricominciare da zero e successi che mi hanno dato la spinta a fare meglio, per me e per gli altri.

Come ci si sente a ricoprire un ruolo così rilevante?

Il ruolo che ricopro adesso come capo di un’unità di traduzione è senza dubbio un ruolo di responsabilità nei confronti dei colleghi e dell’istituzione ma non mi fa sentire più di quello che già ero e mi sentivo prima di questo passaggio di carriera. In realtà, io sono orgogliosa di lavorare per le istituzioni europee e i valori che queste incarnano, a prescindere dal ruolo che ho avuto e che ho.

Come si svolge una Sua giornata lavorativa?

La mia giornata alla traduzione comincia presto e sempre con la lettura delle mail e delle notizie perché devo mantenermi al corrente di quanto accade nel mondo e in Italia. In genere poi passo a distribuire il lavoro ai colleghi, anche se questo compito è disseminato nell’arco di tutta la giornata visto che le richieste di traduzione possono arrivare in qualsiasi momento. Per assegnare il lavoro consulto rapidamente i documenti per poterli attribuire in base all’argomento ai colleghi traduttori e revisori più esperti. In questa fase mi rivolgo spesso ai traduttori responsabili dei vari settori e li consulto per stabilire con loro come meglio procedere, in particolare se sia più opportuno tradurre un documento internamente o darlo ad un freelance, a chi attribuire la revisione, come preparare il documento.

Parliamo quindi di una professione che sprona la creazione di sinergie e lavoro di squadra…

Io mi affido molto ai colleghi esperti nei vari settori perché hanno conoscenze più approfondite delle mie e hanno la memoria storica di alcuni dossier, che invece io non necessariamente ho. In genere non traduco perché non ne ho più il tempo ma rivedo spesso, anche perché rivedere è un’attività che mi piace molto e imparo dal lavoro altrui. La mia giornata è poi costellata di riunioni a vari livelli, sia all’interno dell’unità che con altri servizi. Una parte consistente della mia giornata è però spesa con e per i miei colleghi che consulto e da cui vengo consultata e con i quali cerco di mantenere un contatto costante: con un’unità di 40 persone non è sempre facile vederli o sentirli tutti ogni giorno e per questo cerco di trovare delle occasioni di incontro per parlare con loro, e non necessariamente di lavoro.

Da ragazza avrebbe mai pensato di arrivare ad essere la persona che è oggi?
Come dicevo, da ragazza sono rimasta affascinata da questa professione e ho fatto del mio meglio per realizzare questo desiderio. Devo dire però che non ho mai puntato tutto solo su questa carriera e ho cercato di occuparmi anche di altro, sfruttando tutte le occasioni che mi si presentavano, anche quelle apparentemente lontane dalla mia formazione e preparazione. Un’attività che è rimasta nel mio cuore è l’insegnamento, cui mi sono dedicata a varie riprese e che mi ha dato molte soddisfazioni e a cui spero di tornare un giorno. Questo per quanto riguarda la mia carriera.

Una percorso caratterizzato da così tante sfumature avrà colorato particolarmente la sua vita e la sua persona…

La persona che sono oggi è certamente in parte legata a quanto mi è accaduto dal punto di vista professionale ma soprattutto alle vicende personali che ovviamente s’intersecano, nel mio caso ma probabilmente per tutti, con le scelte professionali e di vita. Certamente lavorare nelle istituzioni mi ha aperto orizzonti che forse non avrei avuto modo di conoscere, mi ha fatto incontrare le persone più svariate e mi ha fatto vivere situazioni inusitate. Tutto questo ha certamente avuto un impatto su quello che sono. Se dovessi scegliere un insegnamento o un principio che ha orientato la mia vita direi, da un lato, l’importanza di non attribuire ad altri i propri (veri o presunti) fallimenti e, dall’altro, la necessità di essere consapevoli delle proprie qualità e debolezze e mantenere una certa umiltà perché c’è sempre spazio per imparare e migliorare.

Quali consigli si sente di dare agli studenti della Civica Scuola  Altiero Spinelli?
Il consiglio principale che mi sento di dare a tutti gli studenti (e ai giovani in generale) è di dedicarsi a ciò che piace soprattutto nei primi anni di università quando tutte le possibilità sono ancora aperte. Non credo sia utile scegliere un corso di studi con il quale ci sono poche affinità solo perché sulla carta offre migliori prospettive di lavoro. Quello che è importante è impegnarsi seriamente e onestamente e prestare attenzione a tutte le opportunità e gli sviluppi nel mondo circostante, anche se apparentemente lontani dal vostro settore. In un mondo in cui i confini tra studio, lavoro e attività private si fanno sempre più labili e i cambiamenti sono sempre più rapidi è importante essere flessibili e pronti a mettersi in gioco, con tutti i rischi che ciò comporta.

Spesso a quest’età è difficile fare delle scelte, anche perché si ha il timore di fare errori…

Non abbiate paura di sbagliare: tutti sbagliano, l’importante è fare tesoro dei propri errori e andare avanti. Ma il suggerimento più importante che ho è di non ascoltare chi vi prospetta solo difficoltà o che vi scoraggia dal provare strade nuove. Seguite il vostro intuito, fidatevi delle vostre capacità senza sottovalutare i rischi, ovviamente, ma non lasciatevi trascinare da una negatività che è sempre più imperante e molto spesso immotivata. Anche a me e ai miei colleghi, quando abbiamo iniziato l’università, molti ci hanno presentato un futuro fosco, dicendoci che non avremmo mai trovato lavoro. Non li ho ascoltati e, anzi, mi sono indignata di fronte a quel messaggio e ho proseguito sulla mia strada con maggiore convinzione. A distanza di tanti anni credo di aver avuto ragione. Un grande in bocca al lupo a tutti!