Monarchia o Repubblica? – Un po’ di storia

“Da quando esiste la monarchia in Spagna?”

Da sempre, potremmo pensare. E, in effetti, con la sfilza di re che ci hanno fatto studiare sin dalla notte dei tempi non avremmo tutti i torti.

La monarchia spagnola è seconda in ordine di antichità solo a quella britannica. Tuttavia, anche la Spagna ha avuto la sua finestra repubblicana prima che prendesse il potere il dittatore Francisco Franco. Anzi, le esperienze furono ben due: la Prima e la Seconda Repubblica. 

La Prima, detta anche la Gloriosa, proclamata sull’onda della Rivoluzione Francese, durò poco più un anno (febbraio 1873 – dicembre 1874).

La Seconda, invece, nacque da un vero e proprio impeto repubblicano che si oppose alla monarchia dopo la dittatura di Primo de Rivera. Nel 1931 vennero indette le elezioni comunali che servirono per valutare il supporto alla monarchia e diedero uno storico risultato: i repubblicani risultarono vincitori in 41 capoluoghi di provincia, tra cui anche le città principali di Madrid e Barcellona. Il re scappò in esilio e la Repubblica, di tipo semipresidenziale, venne proclamata. Il primo presidente, eletto nel dicembre 1931, fu Niceto Alcalá Zamora y Torres, con Manuel Azaña Díaz come capo di governo, che diventò anch’egli presidente della Repubblica dal ’36 al ’39. Dal dicembre 1931 all’aprile 1939, data de facto di fine della Repubblica a causa dello scoppio della Guerra Civile.

Con la dittatura franchista dal ’39 al ’75 (anno della morte di Francisco Franco), a seguito della vittoria dei nazionalisti nella Guerra Civile spagnola, la Spagna si trasformò in uno stato configurato come un regno, di cui Franco era reggente, con un governo e un parlamento, ma di fatto era una forma monopartitica, poiché tutti le altre forme di aggregazione politica erano state definite illegali.

Oggigiorno, il dibattito monarchia o repubblica sta tornando. Già dal 2014 con il primo referendum per l’indipendenza della Catalogna, i partiti separatisti e antimonarchici hanno raggiunto larghi consensi. I dubbi sulla Casa Reale e sull’inutilità di questa forma di governo derivano soprattutto dagli scandali di corruzione e di comportamento poco consono (riferimento ai segretissimi safari per milionari in Botswana a cui partecipò il re) che hanno visto protagonisti i membri della Casa Reale negli anni. In seguito, la poca chiarezza sul loro patrimonio e soprattutto sui loro affari non fanno che peggiorare la situazione. Ci sono ulteriori radici di questo malcontento che partono proprio dalla fine della dittatura franchista. Una volta deceduto Franco, non si è ritornati alla Repubblica semipresidenziale, ovvero la forma di governo in vigore quando Franco salì al potere. La monarchia venne votata al referendum del 1977, vincendo il consenso e trasformando il Paese in una monarchia costituzionale, con un parlamento bicamerale. É altrettanto vero, però, che Juan Carlos I è stata una figura molto ambigua per le sue prese di posizione: raggiunse l’apice dell’approvazione quando difese la democrazia nell’81 dal tentato colpo di stato (conosciuto come 23-F)  ad opera di alcuni militari della Guardia Civil. Tuttavia, è affar noto che l’ex sovrano venne scelto da Franco come suo successore prima di morire perché era considerato più plasmabile, a differenza del padre, essendo stato formato ed educato proprio sotto la custodia del Caudillo. Infatti, questa sua vena si manifestò quando nominò come primo capo del governo Adolfo Suárez, che da sempre si era dichiarato un fedelissimo al dittatore. 

Al giorno d’oggi però risulta chiaro che la monarchia non è altro che un residuo di vecchie strutture lasciate dalla dittatura, concretizzata dopo un breve periodo di transizione e legalizzata nel sistema del Paese. Condizioni nelle quali, i giovani spagnoli, a contatto ormai con un contesto europeo, non si riconoscono più, come dimostra, ad esempio, il referendum che indetto nel 2018 in varie università spagnole.