Fare le valigie non è MAI facile

Fare le valigie non è mai facile. Che si tratti di partire per qualche posto o tornare a casa. Quando si parte la si riempie di maglioni, non sia mai che faccia troppo freddo, di t-shirt, non sia mai che faccia troppo caldo, di calzini, che non sono mai abbastanza, medicine e cerotti, che sai già non troverai mai uguali all’estero, caricatore del telefono e macchina fotografica per immortalare i momenti più belli, che puntualmente dimenticherai sempre a casa.

E stai pur certo che per quanto ti sforzi ti dimenticherai sempre qualcosa. Ovviamente troverai quello spazietto minuscolo per farci stare anche il pacco di pasta Barilla con il sugo della mamma per sentirti un po’ più a casa quando il tuo mondo ti sembrerà così lontano e distante. Ma soprattutto riempila di speranze, l’augurio che tutto vada come vuoi che vada, che incontri le persone giuste, che i coinquilini siano okay, che gli amici a casa non si dimentichino di te, che i professori non siano troppo severi e che l’esperienza sia piena di avventure.

Ma volete sapere la verità? La realtà non è mai così, e lo capisci dall’inizio. Le cose non vanno mai come vuoi o come speri che vadano, le persone giuste e i coinquilini giusti non esistono, esistono le persone fatte per noi, quelle che ci fanno stare bene, e tocca a noi trovarle; gli amici che continuano a farsi vivi sono davvero pochi, e qui arriva la grande cruda lezione su chi ci tiene davvero a te; i corsi e i professori saranno sempre troppo severi fino a quando noi continuiamo a lamentarci che lo sono; e le grandi avventure non arrivano, ma si vivono. La vera avventura della tua vita sei tu e tu solo, tu e quello che fai, tu e quello che dici, che pensi, che leggi, che ascolti, che scrivi, che racconti, così come tutto quello che non. Alla fine del viaggio non ci sarà nessuno a giudicarti se non te stesso, e solo con la tua immagine riflessa allo specchio dopo 6 mesi devi tirare le somme.

Quindi sì, non è mai facile fare le valigie, soprattutto perché alla fine del viaggio devi rimpacchettare tutto e fare i conti con quello che porterai a casa: amicizie, amori, conoscenze, cadute, lividi, risate e pianti. Tutte cose che nel bene o nel male hanno reso il tuo bagaglio quello che è ora. La cosa più triste penso sia quando mettendo oggetto per oggetto nella valigia si ripercorrono tutti i momenti legati a quella particolare cosa: la penna usata per il primo esame, la maglietta di non-sai-bene-chi ma che per qualche assurdo motivo è a casa tua, quel bicchiere sbeccato rubato dal pub preferito, le scarpe logore che hanno camminato in lungo e in largo per tutta la città e che ormai non stanno più assieme, le polaroid sbiadite scattate nei momenti meno opportuni… e tutti questi oggetti che ora occupano un posto speciale nel nostro cuore andranno a sostituire inevitabilmente qualcosa di vecchio, qualcosa che ormai non ci appartiene più, qualcuno che si è dimenticato di noi. O forse siamo noi a sostituire queste cose nuove con le vecchie, perché di una cosa sono sicura: viaggiare vuol dire crescere. E non solo a livello intellettuale, anzi.

Viaggiare vuol dire iniziare un percorso alla scoperta del mondo ma soprattutto di se stessi, una presa di conoscenza assoluta che solo entrando in contatto con gli altri possiamo sperimentare. Viaggiare vuol dire conoscere, crescere imparare e maturare, e nonostante fare le valigie sia difficile, sono contenta di averle fatte, di essere arrivata fino a qui, perché altrimenti non sarei la persona che sono diventata oggi.