Europhonica: la radio dei giovani europei

L’11 dicembre scorso Antonio Megalizzi, giornalista trentino di 29 anni, si trovava ai mercatini di Natale di Strasburgo quando la città è stata vittima di un attacco terroristico. Durante l’attentato, Megalizzi è stato gravemente ferito alla testa e poco dopo è morto. Il giovane italiano si trovava a Strasburgo per seguire una sua grande passione: l’Europa.

A Strasburgo, infatti, Megalizzi era caporedattore della web radio Europhonica. Fondata nel 2015, gestita e curata da studenti e professionisti del settore, la radio trasmette per un’ora direttamente dal Parlamento Europeo una volta al mese durante le sessioni plenarie. L’obiettivo del progetto Europhonica è quello di far conoscere le istituzioni europee ai giovani ed approfondire molte tematiche al centro dell’Unione Europea, come le politiche sull’immigrazione, i diritti dei cittadini, i programmi riguardanti i giovani europei e così via. Oltre alle trasmissioni dal Parlamento, ogni staff editoriale può approfondire un tema a scelta ogni mese. Durante i programmi, gli studenti hanno inoltre la possibilità di intervistare membri del Parlamento Europeo ed ogni radio trasmette nella propria lingua. Al progetto aderiscono radio universitarie dall’Italia, Spagna, Portogallo, Francia e Germania. Le radio universitarie italiane sono raggruppate sotto RadUni, mentre la coordinazione dell’intero progetto è tenuta da Campus Radio France, che si occupa di tutto l’apparato logistico del progetto, dagli spostamenti agli alloggi degli studenti e reporter.  

RadUni è un’associazione nata nel 2006 a Firenze, il cui scopo è quello di creare una rete di radio universitarie e diffondere e promuovere questo strumento ancora oggi così importante e versatile. Anche in RadUni esiste un format dedicato all’Europa, PlaYOURope, in cui i partecipanti (studenti, professori, semplici appassionati di questioni europee) raccontano come sono impiegati i fondi di coesione dell’Unione Europea (come il Fondo Sociale Europeo ed il Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale) in tutto il territorio e in che modo queste iniziative aiutano e sostengono i cittadini europei.  

Le radio universitarie di RadUni si sono unite nel ricordo dell’amico e collega Antonio Megalizzi e di Barto Pedro Orent-Niedzielski, collega e amico di Megalizzi, il 20 e 21 dicembre, con l’appello “Non Fermiamo questa Voce”. Durante la maratona di due giorni, hanno trasmesso i programmi curati da Antonio in cui il reporter spiegava e raccontava l’Europa.

Il progetto Europhonica e le altre iniziative nazionali, oltre ad avere alla base la passione per il progetto europeo, hanno un altro elemento in comune: pongono al centro i giovani della generazione Erasmus,
quelli che oggi stanno costruendo l’Europa anche e soprattutto in questo momento in cui è sotto attacco. Forse era proprio questo il sogno di Antonio Megalizzi, italiano ma soprattutto europeo. Nonostante la sua tragica scomparsa, l’auspicio di tutti noi è quello di costruire un’Europa ancora più civile e senza tragedie. Come ha detto il presidente del parlamento europeo Antonio Tajani: “Bisogna reagire facendo esattamente il contrario di quanti vogliono ferire la democrazia. Occorre andare oltre, andare avanti”.

Eleonora Laura Bruno e Margherita Ferrera