Alle radici dell’indoeuropeo, e dell’Europa

Quando studiavo linguistica all’università, l’indoeuropeo era una lingua non attestata all’origine della famiglia delle lingue indoeuropee che, per citarne alcune, comprende l’italiano, il bretone, il russo, l’inglese, il latino, il greco, l’armeno, l’hindi, il persiano, il cingalese, lo svedese, il francese e decine di altre.

Secondo la teoria allora più diffusa l’indoeuropeizzazione dell’area europea sarebbe avvenuta intorno al V-IV millennio a.C. ad opera di guerrieri provenienti dalle steppe centro-asiatiche che conquistarono l’Europa con la forza delle armi.

Le teorie più recenti e più accreditate propongono però una visione del tutto diversa. L’indoeuropeo resta una lingua non attestata ma la sua diffusione sarebbe molto più antica – risalirebbe all’incirca al VII millenio a.C., e coinciderebbe con quella delle tecniche agricole in Europa. In altre parole, i responsabili della diffusione dell’indoeuropeo non sarebbero stati guerrieri centro-asiatici, ma agricoltori medio-orientali, che proprio grazie alla loro superiorità culturale si diffusero nel continente europeo cambiandolo per sempre.

Per i meno ferrati in geografia e storia, non è inopportuno ricordare che il Medio Oriente comprende, tra gli altri, anche i paesi che gravitano sul Mediterraneo orientale (come gli attuali Libia ed Egitto, per non tacere della Siria) e sul Golfo Persico.