Il terrorismo ci ha rubato
anche la voglia di viaggiare?

Wanderlust è una delle parole chiave più postate sui social negli ultimi decenni. Il desiderio di viaggiare (Wanderlust, appunto) è parte degli esseri umani sin da epoche antichissime, trovando una manifestazione letteraria con il movimento romantico. Anche grazie a  trasporti sempre più efficienti ed economici, possiamo ormai considerarci cittadini del mondo. Tuttavia, a ciò non è corrisposta una pari crescita del settore turistico, o meglio, non omogenea in tutto il globo. I ripetuti attacchi terroristici hanno generato nei viaggiatori una grandissima paura, talvolta ingiustificata, che ha danneggiato non poco alcuni Paesi.

Secondo l’Ipk Travel Monitor, il settore di viaggi outgoing mondiali, contro ogni previsione,ha chiuso il 2016 in positivo, registrando un incremento complessivo del 4%, previsto in egual misura anche per il 2017. Noi europei costituiamo ancora più della metà dei viaggiatori oltreconfine, ma il mercato fatica a crescere: vera protagonista è stata l’Asia, seguita da Sud e Nord America.

Un’analisi di Travel-zoo ha tuttavia rivelato che la sicurezza è tra le principali preoccupazioni del 97% dei viaggiatori, primi fra tutti russi (83%), indiani (70%) e giapponesi (67%).

Come facilmente intuibile, a farne le spese è stato soprattutto il Medio Oriente, che, in alcuni casi, ha visto un crollo vertiginoso dell’incoming.

Ad esempio, in Turchia la presenza di europei (soprattutto russi, tedeschi, inglesi e italiani) e americani è molto diminuita, contribuendo ad un crollo del 33% del settore, nonostante l’incremento di rigidi controlli di sicurezza in numerosi luoghi pubblici, a cominciare dagli aeroporti; va però precisato che lo scompenso occidentale è stato rimpinguato dall’aumento di turisti provenienti da altri paesi arabi.

 Altro attore coinvolto in questo declino è il Marocco, che subisce invece le conseguenze di una cattiva reputazione guadagnatosi ingiustamente. La paura è infatti ingiustificata: l’ultimo attentato è avvenuto nel 2002, ben 15 anni fa. Paradossalmente, secondo le statistiche, sono più a rischio alcune città europee. Il governo, accortosi di ciò, ha varato rigide misure antiterroristiche, garantendo così la sicurezza all’interno del paese; al contempo, per arginare il declino del settore, sta investendo grosse somme nella promozione turistica. Vedremo quindi quali saranno i suoi effetti nel breve futuro, in quanto al momento importanti tour operator come Alpitour e Francorosso non includono mete marocchine nei propri cataloghi. L’aura di terrore e diffidenza che si sta creando attorno al Paese è però controproducente: la crisi del turismo, con conseguente aumento della disoccupazione, potrebbe a lungo andare generare instabilità e disagi sociali, favorendo così l’insorgere di proteste e, potenzialmente, l’infiltrazione di nuclei terroristici.

La paura dell’ISIS ha danneggiato altri due must dei turisti europei, soprattutto italiani: Egitto e Tunisia.

Per quanto riguarda il primo, gli esperti del settore credono fermamente nella sua ripresa, tanto che il tour operator Balkan Express ha ampliato la propria offerta con ulteriori voli per Sharm el Sheik. A supporto di ciò, il Governo egiziano ha rinunciato all’aumento del visto d’ingresso per i viaggiatori e ha annunciato l’introduzione del visto elettronico per facilitare ulteriormente gli ingressi nel Paese.

La Tunisia ha registrato nei primi mesi di quest’anno una sorprendente ripresa del 30% rispetto al 2016, legata principalmente al rinnovato interesse da parte di turisti italiani (10%), francesi e tedeschi. Il merito di ciò è da attribuire ai grandi investimenti del governo in termini di sicurezza, nonché all’Ente Nazionale Tunisino per il Turismo, che sta combattendo in prima linea affinché il Paese torni sul mercato internazionale, ampliando la consueta offerta di turismo balneare con eventi legati alla talassoterapia, al golf al turismo sostenibile e alla cultura, come ad esempio vari festival musicali estivi. Sono previsti incentivi per l’organizzazione di voli charter, anche se un punto cruciale sarà il ritorno definitivo delle crociere, assenti dal porto di Tunisi dal tragico attacco al Museo del Bardo: “La Tunisia ha tutte le risorse e le infrastrutture necessarie per garantire la sicurezza dei passeggeri e dei turisti ma lo Stato deve fare uno sforzo per promuovere il turismo da crociera a livello internazionale”, ha infatti dichiarato il ministro del Turismo tunisino, Wahid Sghaier. L’ottobre scorso sono ricomparse le prime navi straniere, a cui seguiranno, in un futuro prossimo, quelle di Msc Crociere.

A queste tendenze vi sono però due eccezioni: Algeria e Giordania, destinazioni poco note, ma che negli ultimi anni hanno riscontrato un grande successo, con incremento del numero di ingressi. In particolare, la Giordania ha deciso di proporre al pubblico un’offerta turistica studiata per le famiglie, nel quale si pone l’accento sull’ospitalità del suo popolo e sulla sua grande voglia di ospitare visitatori stranieri, nonché sulla facilità con la quale si può visitare il Paese.

Benché lo Stato di Israele sia in parte interessato dalla medesima situazione geo-politica, esso viene ritenuto sicuro anche dal sito della Farnesina. Molte sono infatti le misure preventive messe in atto dal governo, a cominciare da un sistema di difesa missilistica unico nel suo genere, continuando con il muro fisico che è stato costruito al confine con l’Autorità di Palestina, munito di ostacoli intelligenti, che sembra aver ridotto del 98% le attività ostili. È inoltre risaputo che l’aeroporto di Ben Gurion sia il più sicuro al mondo. Si tratta di una meta ideale per vari tipi di turismo, anche quello congressuale, e per tutti i target.

Valentina Greco
Valentina Greco
Attualmente studentessa magistrale di Comunicazione Internazionale presso la Civica Scuola Interpreti di Milano, sono laureata in Lingue e Culture Moderne. Lavoro come assistente linguistica a fiere e convegni: infatti, oltre all’italiano, parlo inglese, russo, francese e spagnolo. Organizzatrice per passione e professione, dopo aver collaborato con il Touring Club Italiano mi sono occupata dell’organizzazione del meeting annuale di una nota associazione internazionale, focalizzandomi soprattutto sull'ambito turistico. Gestisco inoltre un blog per studenti sulla città di Pavia, dove ho vissuto per tre anni.