L’ANTICONFORMISMO IN FRANCIA NEGLI ANNI ‘60

Titolo originale: Les femmes du 6étage Fotografia: Jean-Claude Larrieu
Lingua originale: francese, spagnolo Montaggio: Monica Coleman
Paese di produzione: Francia Musica: Jorge Arriagada
Anno: 2011 Scenografia: Pierre-François Limbosch
Durata: 106 minuti Costumi: Christian Gasc
Genere: commedia, drammatico Attori principali: Fabrice Luchini, Natalia Verbeke, Sandrine Kiberlain, Carmen Maura, Lola Dueñas, Audrey Fleurot
Regia: Philippe Le Guay Premi: Premi César 2012: migliore attrice non protagonista (Carmen Maura)
Sceneggiatura: Philippe Le Guay, Jérôme Tonnerre

Contesto storico:

Gli anni Sessanta, in tutta Europa, rappresentarono un periodo di trasformazioni e cambiamenti. Tutti gli stati furono travolti da un’ondata riformatrice che vide il suo culmine nei moti del ’68. Francia e Spagna ebbero, sicuramente, un importante ruolo come promotrici di questi movimenti rivoluzionari, che ebbero poi un’influenza rilevante non solo a livello europeo, ma anche internazionale.

La Francia – che da tempo sottostava al governo di Charles de Gaulle – era dominata  da alcune convinzioni sociali che, però, una parte della popolazione non era più disposta a sopportare. Nacquero così una serie di proteste giovanili. Ci si batteva per una maggiore apertura sociale. Ad esempio le scuole erano ancora divise in maschili e femminili e per una donna indossare dei pantaloni era considerato un atto sovversivo. Da qui, i primi movimenti di rivendicazione femminile e le prime manifestazioni per la “liberazione dell’eros”. Essi criticavano la morale borghese legata a una struttura precostituita della società, che si pensava mantenesse il proprio status quo, attraverso la repressione della sessualità.

La Spagna, invece, era guidata dalla dittatura militare repressiva di Francisco Franco. Egli impose al Paese una strategia d’isolamento e di autarchia. Era una Spagna posta in “quarantena” da un regime che vietava qualsiasi dialogo con l’esterno e qualsiasi dibattito sul futuro. Furono molti gli spagnoli che decisero di emigrare all’estero.

Rappresentazione cinematografica:

Ed è proprio su questo sfondo che si sviluppa il film di Philippe Le Guay: una società spagnola da cui si fugge perché domina il Franchismo e una Francia Gollista in cui regna il più ammorbante dei conformismi in ambito borghese. Il regista riesce abilmente a rappresentare queste due realtà, imprigionandole nei diversi personaggi che caratterizzano la storia. Pertanto, il desiderio di ribellione si esprime nel protagonista– interpretato da Fabrice Luchini – mentre la moglie rappresenta il conformismo dell’epoca; un importante ruolo è dedicato alle domestiche spagnole al servizio del palazzo, che incarnano perfettamente la paura e l’avversione al Franchismo e la ricerca, in Francia, di una vita migliore.

Di conseguenza, risulta impossibile non notare la serie di “contrasti” su cui si snoda il film: la Spagna che emigra a causa della grave crisi economica di quegli anni e la Francia gollista che legge “Le Figaro”; i tetri appartamenti signorili e il bucato multicolore steso su tutto il sesto piano; il “rigor mortis” delle madame parigine e il franco sorriso delle cameriere spagnole. Anche la storia e la fotografia del film si muovono per opposizioni (fosco o luminoso, grigio o solare, interno o esterno, educato o coraggioso).

Trama:

Il film ci catapulta nella Parigi degli anni ‘60. Jean-Louis Joubert (Fabrice Luchini) è un agente di borsa e padre di famiglia. La loro governante decide di licenziarsi perché non vuole seguire gli ordini della moglie, Suzanne Joubert (Sandrine Kiberlain). Quindi, la famiglia è costretta ad assumerne una nuova. Entra in scena Maria Gonzalez (Natalia Verbeke), una giovane e bella domestica spagnola.

Grazie a lei, il Signor Joubert scopre, al sesto piano del suo condominio, una realtà molto diversa da quella a cui era abituato. Scopre un nuovo modo di vivere, tipico spagnolo, caratterizzato da felicità, semplicità e spensieratezza, un universo esuberante e folkloristico opposto ai modi e all’austerità che caratterizzano la sua vita quotidiana. Le domestiche erano libere dagli stereotipi che, invece, affliggevano la società francese.

Il film si concentra sulla reazione del Signor Joulbert a questo nuovo stile di vita, allora giudicato riprovevole e non degno di onore dai francesi, al quale però egli mostra una forte attrazione e curiosità. “Le donne del sesto piano” ci portano in una Francia in cui era solito che padroni dovessero stare con i padroni e le domestiche con le domestiche. Due mondi diversi che in questa storia s’incontrano.