Gli studenti del Manzoni e Bookcity
Kafka e Balzac visti da vicino

Grazie all’iniziativa di Bookcity tenuta nella scuola civica Altiero Spinelli abbiamo assistito a uno spettacolo teatrale tratto da un testo di Kafka, ideato e portato in scena dalla compagnia teatrale Oneiros.

Durante la messa in scena siamo trascinati da un ufficiale di un ignoto esercito nella descrizione appassionata di una macchina di tortura ed esecuzione, fonte per l’ufficiale di grande orgoglio patriottico e di commozione profonda.

L’ufficiale illustra a un importante uomo occidentale il funzionamento di un macchinario ormai dimenticato e considerato obsoleto dal nuovo comandante. Costui prova nei suoi confronti un forte risentimento: lo ritiene colpevole di tradimento nei confronti del passato, inneggia spesso a un misterioso “vecchio comandante” ideatore della macchina.

Chi sia questo vecchio comandante tanto idolatrato, e di che esercito abbia fatto parte non è dato sapere, così come l’uomo occidentale, disgustato dalla pratica barbarica che smuove invece l’animo dell’ufficiale a un sentimento di attrazione quasi erotica.

Non importa infatti chi sia a commettere la crudeltà perché dobbiamo tenere a mente che in ogni popolo vi è stato un periodo di disumanità e che per stare dalla parte degli ingiusti non c’è certo bisogno di arrivare a costruire una macchina come quella rappresentata nello spettacolo.

Alessandra Luna Pano, Sofia Mattei, Flavia Mancaleoni, Carlotta Quero, Marta Gianelli, Miriam Iaccheri

La voce anonima della scrittura
Ieri, 17 ottobre 2017 alla scuola Altiero Spinelli, in occasione di BookCity, si è svolta una conferenza sul filosofo novecentesco francese Blanchot, tenuta da Giuseppe Zuccarini.
Un’opportunità preziosa per conoscere in maniera più approfondita un pensatore eccezionale e fuori dagli schemi, un rivoluzionario della filosofia e della letteratura, purtroppo ancora relativamente sconosciuto nel nostro paese.
Blanchot teorizzò la scrittura e la condizione esistenziale dello scrittore, inevitabilmente legata a un commovente dramma interiore.
Forse questo piccolo, ma non marginale, frammento di libertà non è ampiamente divulgato fra di noi poiché in contrasto con il nostro mondo editoriale, finalizzato al commercio. Il suo pensiero paradossale, in quanto tale, ci costringe a riflettere e a scoprire la nostra interiorità.
In un mondo che richiede assolute certezze, i suoi interrogativi producono inquietudine.
E a questa, forse, non siamo ancora preparati.

Jolina-Sophie Boi

Il fronteggiatore

Oggi per l’evento di Bookcity alla scuola Civica Altiero Spinelli si è tenuto un incontro sul libro intitolato “Il fronteggiatore” di Antonio Moresco e Susi Pietri, con Antonio Franchini.

“Il fronteggiatore” è una critica letteraria su Balzac, uno scrittore reazionario e conservatore, che sosteneva di far parte di “quella opposizione permanente che è la vita”. Balzac è colui che ha dato alla visione della vita nel romanzo una lettura impregiudicata. Secondo Antonio Moresco, Balzac è come una cruna: attraverso di lui si parla del nostro mondo, della vita e della letteratura stessa. Il titolo del libro “Il fronteggiatore” deriva proprio da questo: Balzac non ha criticato il mondo o il male che c’è nel mondo ma lo ha fronteggiato, descrivendolo in modo impietoso. Moresco e Susi Pietri ritengono Balzac un rivoluzionario per la nuova e completa visione del mondo che propone.

Sofia Mattei, Flavia Mancaleoni, Alessandra Luna Pano, Carlotta Quero

Fabio Zanchi
Fabio Zanchi
Giornalista professionista, ha lavorato all'Unità e a Repubblica, dove è stato più volte capocronista di Milano. Ha diretto l'Ufficio stampa di Expo e successivamente quello di Padiglione Italia a Expo. Ora è direttore dell'Altiero.